GODITI TUO FIGLIO

Goditi tuo figlio, perché la sua piccolezza è una condizione labile, delicata e transitoria come la vita brevissima e leggera di una farfalla.

Goditi tuo figlio, il bisogno reciproco che avete l’uno dell’altra, la fiducia cieca che lui nutre in te. Nelle tue mani, nella tua voce, nel tuo sguardo. Non durerà, così incondizionata, che pochi anni appena: un frullo d’ali, un battito di ciglia.

Goditi tuo figlio, la sua voce che piange, che implora, che strepita. La sua voce che strilla, che ride e che chiama. La sua voce che parla e parla e parla senza requie e senza respiro. Giungeranno anni, e giungeranno prestissimo, in cui dovrai insistere a lungo perché quella stessa voce riveli, spieghi, racconti. Perché rassicuri e chiarisca. Perché torni a chiedere il tuo aiuto, se dovesse averne bisogno.

Goditi tuo figlio. Il suo corpo piccolo, che però si fa subito pesante tra le tue braccia, che grava sulla schiena e sul petto. Goditi la sua bocca avida del tuo seno, le sue mani appiccicose che tirano, toccano, frugano, che sudano e a volte strappano. Molto presto, senza accorgertene, arriverà il giorno in cui non riuscirai più a sollevarlo, quel corpo che pure ti sembrerà ancora piccolissimo. Ti sembrerà passato un attimo da quando lo tenevi stretto a te, un attimo velocissimo eppure definitivo.

Goditi tuo figlio, il suo tempo lento e senza confini, al di là delle logiche e delle limitazioni umane. Il suo tempo senza orologi, che sembra dilatarsi all’infinito, che a volte parrebbe vacuo e invece è densissimo di chimica, di attimi, di vita. Il suo piccolo tempo prezioso, che tra un momento, senza preavviso, sarà stravolto da agende, impegni, scadenze da inseguire. Che ti sembrerà contratto come il tuo corpo quando dovevi partorire, il tempo che dovrai scandire a suon di raccomandazioni, di richiami, di fretta imposta a te e a lui.

Goditi tuo figlio, la voglia che ha adesso di giocare insieme a te, e che a volte ti fa sentire in trappola. La voglia che si attenuerà in poche stagioni, arresa al tempo che passa, al naturale bisogno di indipendenza di un bimbo che cresce, alla forza poderosa delle amicizie bambine che tuo figlio, grazie al cielo, suggellerà con persone altre da te.

Goditi tuo figlio, perché sarà “tuo” per una stagione intensa e brevissima della tua vita, che segnerà per sempre il confine tra il prima e il dopo, tra quello che eri e quello che sei adesso. Una stagione che vale una intera esistenza, ma che dura qualche anno appena, che arriva, ti travolge e ti lascia andare dirompente e rapida come la piena di un fiume.

Che passa una volta sola, per non tornare più.

(Fonte dal web)


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