LE FASI DI UNA MAMMA

È una fase.
Quella del tuo tempo che non incontra il suo, quella del sonno perso e della stanchezza che – se guardi più in là – sembra essere eterna.

È una fase quella delle lacrime che tirano fuori quel senso di inadeguatezza, quella del mettere sempre in dubbio le tue capacità di genitore, quella di sprofondare nel ‘non so che fare’.

È una fase anche quella dei sensi di colpa.

È una fase quella incessante richiesta di contatto, quella delle notti passate a cullarlo, quella del tempo che passa in fretta ma sembra essersi fermato.

Tutto cambia. È in movimento.
In trasformazione. In crescita.
Tu, lui, voi. A volte insieme, altre
lungo strade parallele.
Tutto si evolve, anche voi.

Più che provare a gestire un neonato dovremmo imparare ad ascoltarlo, e prima ancora… osservarlo. Questa relazione d’amore richiede tempo, proprio come le altre, o forse di più. Il neonato non parla la stessa lingua dell’adulto ma è perfettamente in grado di manifestare i suoi bisogni. Se impariamo ad osservarlo, piano piano capiremo che ci guida e attiva in noi meccanismi di risposta.. All’inizio sarà difficile interpretare il pianto ma col tempo, il tuo e il suo tempo, si incontreranno.

Nel frettempo, non confondere il suo bisogno di contatto con un vizio. Quel contatto gli serve per crescere sereno, per sentirsi protetto e al sicuro. E gli serve per riconoscersi nel mondo. Quel contatto lo nutre. Perciò, a dispetto di ogni infondata teoria sul ‘lasciar piangere i bambini’, la risposta pronta del genitore è ciò che permetterà a quel bambino di camminare da solo nel mondo domani.
Non c’è niente da preparare. I polmoni, l’autonomia, l’indipendenza. Sono tutti pronti al momento giusto.
Perché RICORDATEVI…È UNA FASE.

Nonna Concetta e zia Pina ti diranno che ‘si è sempre fatto così’. Tu fá come senti. Quel figlio è tuo. E la scienza, anche ‘lei’ si evolve.
Tu, ascoltati. ❤️

Selenia Accettulli OSTETRICA da “Nascere Con Amore”;

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